Perché è più facile accettare gli autosabotaggi che i complimenti

Quante volte siamo state bravissime con gli auto-sabotaggi e in imbarazzo ad accettare i complimenti?

Ecco quale è il perché e due esercizi potenti per vincere gli auto-sabitaggi e imparare ad accettare e gioire dei complimenti.

Quante volte abbiamo detto a noi stesse: non lo puoi fare, non ce la puoi fare, non ne sei capace…

Io mi immagino una vocina pronta a fermarci, deviarci, sabotarci, che ahinoi, è la NOSTRA vocina: auto-sabotaggi che ci facciamo da sole.

Ed è funzionale quando vogliamo buttarci con il parapendio (per un istinto di sopravvivenza), ma negli altri casi, sono solo blocchi che abbiamo interiorizzato (perché ce lo hanno detto o perché ce lo diciamo noi).

C’è un’arma e saperlo è come giocare di vantaggio.

Ecco l’esercizio per vincere gli auto-sabotaggi

Scriviamo su un foglio di carta (o un diario) cosa ci diciamo che non sappiamo fare, vi faccio un esempio. Scrivo sul foglio: “Samantha non sarai mai un’esperta di bellezza perché sei troppo vecchia”.

Adesso scriviamo 3 (e dico 3) vie di uscita o soluzioni (al nostro sabotaggio).
Vi faccio un esempio: 1. l’età non è un problema, perché parlo a persone della mia stessa età;
2. mi tengo in forma per dimostrare che l’età è un numero;
3. studio e mi tengo sempre aggiornata per fare recensioni serie.

1 sabotaggio – 3 vie d’uscita.
Ogni (falsa) vocina ha almeno 3 soluzioni!

E se siamo bravissime ad auto-sabotarci, lo siamo meno ad accettare i complimenti.

Nel mio percorso di studi di questi ultimi anni (PNL, conselling, coaching) uno degli esercizi che mi ha colpito di più è questo (ed è molto intimo ma desidero condividerlo con voi e alla fine capirete il perché).

Eravamo arrivati, dopo giorni di lavoro e approfondimenti, a scrivere quelli che erano i nostri obiettivi, con tanto di azioni specifiche.
Dopo la pausa pranzo il trainer ci dice: “adesso vi divido e ciascuno di voi dovrà sabotare l’altro, dicendogli che non ce la farà mai a perseguire il suo obiettivo (anche con parole piuttosto spicce)”.
Io impassibile davanti al mio piccolo gruppo che mi insultava.

Fatto sta che l’esercizio passa, io sempre impassibile.

Cambiamo trainer e ci dice: “ok adesso lavoriamo su un altro livello: Samantha tu puoi perseguire il tuo obiettivo, tu vuoi perseguire il tuo obiettivo, tu riuscirai a perseguire il tuo obiettivo, perché sei… (e giù complimenti sinceri)”.

Un attimo e gli occhi erano pieni di lacrime, non riuscivo proprio a trattenermi dal singhiozzare come una bambina.

La sera, ripercorrendo gli esercizi fatti ho avuto una illuminazione. Davanti ai sabotaggi: non puoi perché non sei capace, perché è tardi, perché sei grassa, perchè sei bassa, perché sei vecchia (e chi più ne ha, più ne metta) – non avevo battuto ciglio come se fossi abituata a parare i colpi.
Ma davanti a parole dolci e sincere ero disarmata. Erano più “violente”.

Quante di noi hanno avuto un parente, un’amica o un marito che non perdeva occasione per farle sentire “troppo” o “troppo poche” fino a poi non sentirle più quelle parole per averle troppo interiorizzate?

Ecco l’esercizio sui complimenti

Scriviamoci un complimento, una cosa che facciamo bene e facciamoci un complimento ad alta voce davanti allo specchio!
(con tanto di singhiozzi – ve lo assicuro: è liberatorio)

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