La regola della porta del bagno 

La mia amica Loredana mi dice che io parlo pure con le pietre e devo dire che questo dialogo spesso mi ha portato delle illuminazioni importanti, come la regola della porta del bagno (ovviamente il dialogo non era con la pietra!). Una sera, presi il taxi per tornare a casa, con i tassisti mi faccio sempre delle prolifere chiacchierate, se hanno voglia: vedono tanta umanità come nessun altro! Parlavamo di fidanzamenti, matrimoni, crisi… lui si gira di colpo e mi dice: ma tu, tieni la porta del bagno chiusa? Ehm, in che senso? Secondo la sua teoria, tra coniugi o fidanzati, la porta del bagno deve essere rigorosamente chiusa, soprattutto nell’esplicazione di certe faccende. E a quel punto ha accostato e mi ha stilato tutta una serie di azioni che devono restare nell’intimitá propria, da non condividere assolutamente con l’altro. Ora se può essere confidenziale fare la barba al marito, non lo é assolutamente la depilazione della gamba davanti a lui, e meno che mai i baffetti e l’inguine! Quindi porta chiusa! É sexy sicuramente la doccia ma non la maschera di bellezza in faccia (che in verità crea una certa inquietudine…), quindi porta chiusa! Il rumore del tagliunghie quando spezza l’unghia e l’odore dello smalto, nauseabondo, porta chiusa! Sembrerà strano, ma molte coppie esplicano le loro funzioni organiche in presenza del coniuge: no no e poi no. Prescindendo dal rumore e dall’odore, non siete bambini e non siete fratelli. PORTA CHIUSA SBARRATA, ah ma in questo caso finestra aperta! Io non ci potevo credere! Anche perché mentre declinava le singole situazioni, le visualizzavo tutte… E io sempre con la bocca aperta, e lui che chiude teatralmente con: ci vuole mistero, Signora mia! Già vedo la mia amica Antonia, quella che va in giro scoordinata (non scoordinata lei, ma la sua biancheria intima) che mi dice: dai su Samantha, dopo tanti anni di matrimonio, di che mistero parli? Ed è sicuramente vero che dopo anni di figli, cene, lavatrici, amore, litigate, la persona davanti a noi non è un enigma, ma lasciare comunque un che di non visto, un alone di non so che, da (non dover per forza) scoprire potrebbe solo farci bene. Oltre che, vuoi mettere stare almeno quella mezzoretta da sola a farci i fatti nostri, invece che diventare una monade con l’altro – e poi in che momenti? Mistero, signore, mistero, parola di tassista (felicemente sposato)! (non mi ha fatto pagare la corsa)

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